Trasecoliamo nell’apprendere come sia stata riportata la notizia del nostro esposto circa i grandi eventi al Circo Massimo da Repubblica (“Chi abita lì di fronte non vuole togliersi il privilegio di portarci il cane invece di avere un grande evento”) e il Corriere della Sera (“I no a priori non vanno da nessuna parte”).
Pubblichiamo pertanto qui di seguito il testo integrale dell’esposto dal quale si evince come le nostre motivazioni primarie siano, da sempre, i crescenti dubbi sulla compatibilità di questi grandi eventi con il patrimonio archeologico-monumentale, urbanistico e abitativo dell’Aventino e del quadrante. I nostri timori sono motivati da informazioni scientifiche rivelateci dallo stesso Ufficio Rischi Geologici del Comune di Roma, nonché supportate da uno studio scientifico dell’ENEA e dell’ISPRA condotto durante un grande evento al Circo Massimo nel 2019 (allegato all’esposto), le cui conclusioni furono un monito importante, evidentemente ignorato visto l’utilizzo sempre più intenso dell’area negli anni che seguirono.
Concludiamo ribadendo, ancora una volta nero su bianco (si faccia riferimento a precedenti notizie al riguardo su questo stesso sito), come non siamo mai stati contrari a priori agli eventi al Circo Massimo ma vogliamo esser certi che i dubbi, corroborati da evidenza scientifica, circa la loro compatibilità col territorio siano fugati una volta e per tutte. Sino ad allora o qualora questo non fosse possibile, riteniamo venga meno la condizione necessaria per l’organizzazione di ulteriori grandi eventi al Circo Massimo. I disagi per i residenti, seppur pesanti e sicuramente migliorabili dall’amministrazione Capitolina, rimangono in secondo piano e comunque sia subordinati alla effettiva fattibilità di questi eventi.